• 23 Maggio 2026 22:38

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

Sabato della VII settimana di Pasqua

Letture: At 28,16-20.30-31   Sal 10   Gv 21,20-25

«Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera» (Gv 21,24).

resurrezione-300x234 La testimonianza che nasce dall'incontroI racconti evangelici, che riferiscono le apparizioni del Risorto, si concludono abitualmente con la testimonianza gioiosa di avere incontrato Cristo risorto. Con l’annuncio che Gesù, al di là della morte, è l’eterno vivente, la fonte di vita nuova per tutti coloro che credono. Così avviene, ad esempio, nel caso di Maria Maddalena (cfr Gv 20,11-18), che scopre il sepolcro aperto e vuoto, e subito teme che il corpo del Signore sia stato portato via. Il Signore allora la chiama per nome, e a quel punto avviene in lei un profondo cambiamento: lo sconforto e il disorientamento si convertono in gioia ed entusiasmo. Con sollecitudine ella si reca dagli Apostoli e annunzia: «Ho visto il Signore» (Gv 20,18).

Chi incontra Gesù risuscitato viene interiormente trasformato e subito non può fare a meno di annunciarlo. La fede nasce dall’incontro personale con Cristo risorto, e diventa slancio di coraggio e di libertà che fa gridare al mondo: Gesù è risorto e vive per sempre. È questa la missione dei discepoli del Signore di ogni epoca e anche di questo nostro tempo: “Se siete risorti con Cristo – esorta san Paolo – cercate le cose di lassù, pensate alle cose di lassù, e non a quelle della terra” (Col 3,1-2). Questo non vuol dire estraniarsi dagli impegni quotidiani, disinteressarsi delle realtà terrene; significa piuttosto ravvivare ogni umana attività come un respiro soprannaturale, significa farsi gioiosi annunciatori e testimoni della risurrezione di Cristo, nell’umiltà del quotidiano.