• 20 Aprile 2024 9:24

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Venerdì 5 gennaio 2024 la Famiglia francescana ha aperto ufficialmente l’VIII Centenario delle Stimmate di San Francesco, presso il santuario de La Verna, con un evento dal titolo “Dalle ferite la vita nuova”.

La giornata ha avuto inizio alle 7.00 con l’ufficio delle letture, seguito dalle lodi mattutine e dalla S. Messa presieduta da Fr. Massimo Fusarelli, Ministro generale dei Frati Minori. Nell’omelia, Fr. Massimo ha ricordato come il mistero della Croce abbia segnato tutta la vita di Francesco: “Mi piace pensare la biografia interiore di Francesco come un cammino a cerchi concentrici che l’ha portato al centro, che è Gesù. Lo abbiamo appena contemplato a Greccio nel Natale, dove Francesco vuole vedere con i suoi occhi la povertà e i disagi in cui Gesù volle nascere, quella via povera e umile che ha scelto per venire a noi, per giungere qui alla Verna – e da Greccio alla Verna la via non è proprio dritta, ma interiormente lo è – dove Francesco si lascia attrarre dal mistero del suo Signore crocifisso e risorto, perché il Serafino insieme manifesta dolore e gioia ineffabile: il cuore del cammino di Francesco è Gesù Cristo. Sembra così semplice, ma il Centenario che oggi apriamo ce lo può ricordare, come tutto il Centenario che stiamo celebrando”.

Alle 11.00, nella Basilica del santuario e nella cappella delle stimmate, si è tenuta la cerimonia per l’apertura solenne del Centenario. Erano presenti, tra gli altri, i Ministri generali della Famiglia francescana e rappresentanti di tutte le realtà francescane; il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Mons. Andrea Migliavacca; il sindaco di Firenze, Dario Nardella, col gonfalone del Comune; il sindaco di Chiusi della Verna, Giampaolo Tellini, e altre autorità istituzionali.

Durante la celebrazione, ogni Ministro generale ha lasciato il proprio messaggio alla Famiglia francescana.

Tibor Kauser, OFS, ha parlato di Francesco come un probabile “influencer” dei giorni nostri: “Molti hanno voluto seguirlo, imitarlo. Tutto quello che faceva e diceva aveva un grande impatto sulla vita dei suoi compagni. […] Dio ha trasformato Francesco, mantenendo molte cose nel suo stile, non distruggendo la sua personalità. Questo è il miracolo, come Dio può trasformare una persona cambiando le cose della vita e trasformando l’amaro in dolce”.
Suor Frances Marie Duncan, CFI-TOR, ha sottolineato come San Francesco è a tutti gli effetti un “Alter Christus”, unito a Lui nel segno delle stimmate, che legano l’amore alle sofferenze provate da Gesù sulla croce.
Fra Amando Trujillo Cano, TOR, si è soffermato sul profondo legame tra Francesco e il Crocifisso: dalla chiesa di San Damiano, dove il Signore gli indicò la via per riparare la sua Chiesa, al monte della Verna, nel quale vide impresse le piaghe di Cristo sul suo corpo.
Fra Carlos Trovarelli, OFMConv, ha affermato che “è davanti al Crocifisso e ai piedi della Croce che siamo capaci di comprendere pienamente la prospettiva di tutto il Vangelo. Nella Croce di Cristo la comunità dei fedeli si forma come fraternità, nella quale il fondamento teologico è il sacrificio pasquale di Gesù. […] Francesco d’Assisi, che diceva di non essere un teologo, ci indica una elevata spiritualità cristocentrica, fonte di amore per tutte le creature”.
Fra Massimo Fusarelli, OFM, ha ricordato come il Poverello sia salito alla Verna in un momento di crisi, dovuto alle difficoltà che la redazione della Regola aveva comportato: “Dall’incontro con il crocifisso alla Verna, suggello di tutto il suo cammino, Francesco non esce intimista e ripiegato su di sé. Le biografie ci dicono come Francesco diventi ancora di più annunciatore del Vangelo che lo ha segnato fin nella carne. […] Annunciare il Signore prima con la vita e poi con la parola. Francesco ha vissuto questa parola della Regola sino alla fine. Più che mai la missione è frutto e trasparenza dell’incontro con il Signore. Ecco una lezione viva e permanente delle Stimmate”.
Fra Roberto Genuin, OFMcap, ha evidenziato come “la Croce di Gesù sia al centro del mondo e della storia dell’uomo. Essa si erge come duplice segno: segno della crudeltà dell’uomo che, nel suo smarrimento, è arrivato a crocifiggere l’Autore della vita; segno dell’amore gratuito e infinito di Dio che nessuna violenza, nessun rifiuto può fermare. […] Francesco d’Assisi ha sperimentato l’amore di Dio nella sua vita e ne è rimasto «segnato». A sua volta egli è diventato segno, richiamo, prova di Dio che ama in maniera infinita e libera”.

Fino al 17 settembre 2024 la Famiglia francescana di Toscana promuoverà numerose iniziative tra la Verna, Firenze e il territorio toscano, per riscoprire e attualizzare il messaggio che arriva dall’esperienza di Francesco sul sacro monte: ciò che per il mondo è ferita e sconfitta, può diventare occasione per una vita nuova e riconciliazione con l’uomo e il creato.

Link al programma: www.laverna.it/centenario/
Scarica il libretto della celebrazione di apertura
Leggi l’omelia di Fr. Massimo Fusarelli