• 21 Aprile 2024 1:40

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Benedizioni alle coppie irregolari, i Carismatici cosa ne pensano?

di Maurizio Colucci -Le continue alzate di scudi nei confronti del documento “Fiducia supplicans” sulle benedizioni alle persone che vivono relazioni “irregolari” non mi stupiscono più di tanto. È qualcosa che fa parte della storia della Chiesa, ogni apertura genera atteggiamenti di arroccamento, avviene sin dai tempi di Pietro che andò a casa del pagano Cornelio, suscitando la contestazione della prima comunità di Gerusalemme.

Oggi è Pietro Francesco a oltrepassare uno steccato e a indicarci nuove strade dell’annuncio. Ciò che mi lascia perplesso e un po’ basito è invece vedere la chiusura in fratelli che hanno vissuto e vivono l’esperienza carismatica. Cerco di esplicitare meglio. La ratio alla base del documento in questione è la seguente: la vita della Chiesa passa attraverso molti canali, oltre a quelli normativi (principio già anticipato da Papa Francesco nella famosa risposta ai Dubia dei cardinali sul sinodo).

Continuando di citazione: «Le decisioni che, in determinate circostanze, possono far parte della prudenza pastorale non devono necessariamente diventare una norma. Cioè, non è conveniente che una Diocesi, una Conferenza Episcopale o qualsiasi altra struttura ecclesiale attivino costantemente e ufficialmente procedure o riti per ogni genere di questioni […]. Il Diritto Canonico non deve e non può coprire tutto, né le Conferenze Episcopali devono pretendere di farlo con i loro vari documenti e protocolli, perché la vita della Chiesa passa attraverso molti canali, oltre a quelli normativi».[24] Così Papa Francesco ha ricordato che tutto «ciò che fa parte di un discernimento pratico in una situazione particolare non può essere elevato alla categoria di norma», perché ciò «darebbe luogo a una casistica insopportabile».[25] 38. Per questa ragione non si deve né promuovere né prevedere un rituale per le benedizioni di coppie in una situazione irregolare, ma non si deve neppure impedire o proibire la vicinanza della Chiesa ad ogni situazione in cui si chieda l’aiuto di Dio attraverso una semplice benedizione. Nella breve preghiera che può precedere questa benedizione spontanea, il ministro ordinato potrebbe chiedere per costoro la pace, la salute, uno spirito di pazienza, dialogo ed aiuto vicendevole, ma anche la luce e la forza di Dio per poter compiere pienamente la sua volontà”.

Finite le citazioni, vado al punto. Proprio noi carismatici abbiamo sperimentato e sperimentiamo quanto letto sopra. Noi viviamo la nostra fede con la consapevolezza che lo Spirito Santo ha migliaia di altre vie per raggiungere i fedeli, oltre quelle ordinarie e sacramentali. L’esperienza del Battesimo dello Spirito, alla base del rinnovamento carismatico, è una di queste vie meravigliose. Di più, noi facciamo settimanalmente esperienza di preghiere per gli altri, di momenti di richiesta, invocazione e benedizione (sì anche questo). E i ministri ordinati, che partecipano ai nostri incontri e vivono la spiritualità carismatica, sono spesso richiesti per queste preghiere, queste benedizioni di “vicinanza pastorale”.

Quante volte abbiamo assistito ad incontri collettivi di preghiera di intercessione e quante volte abbiamo visto i “nostri” sacerdoti imporre le mani a TUTTI, chinarsi su tutti, esercitare i carismi su tutti, TUTTI! E chi sta nel Rinnovamento da tanti anni come me (dagli anni ottanta nel mio caso…) sa che i nostri gruppi, ma ancora di più le nostre assemblee sono porto di mare, come la famosa rete del Vangelo che raccoglie ogni tipo di pesce, buono e meno buono.

Per noi non dovrebbe essere una novità il senso esteso della parola “benedizione”. I social sono pieni in questi giorni di gente che oscilla tra la teologia de noartri e il vocabolario zingaretti, fermi ad unico concetto di benedizione, e cioè “approvazione”, come nel caso della frase tipica “sono d’accordo, ti do la mia benedizione”. Noi carismatici invece sappiamo, perché lo abbiamo vissuto e lo viviamo come prassi quotidiana, quanti significati e quante modalità racchiude il termine benedizione. Quindi, in conclusione, non solo dai carismatici non mi aspetto irrigidimento (o peggio ancora la squallida critica al Papa…), ma mi attendo apertura, capacità profetica, spinta missionaria pentecostale, come per fortuna ho letto già in diversi post e interventi di fratelli del Rinnovamento. Continuiamo ad essere quelli dello Spirito, come venivamo presi in giro nella chiesa decenni fa. E invece trasformiamola in una bella definizione: sì, siamo quelli dello Spirito che “soffia dove vuole”, e il nostro compito è “sentirne la voce” e capire oggi, in questa storia, dove e a chi ci manda.