• 18 Giugno 2024 17:09

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Catania. Il Cardinale Krajewski inaugura il Centro Educativo dell’Associazione Cappuccini

di Federica Di Paola e Gloria Scollo – «Quando sono entrato ho visto la gioia. Si vede la gioia dei ragazzi, delle famiglie e dei volontari. Consideriamo sempre  l’oggi, io non so cosa ci sarà domani, ma oggi possiamo aiutare tanta gente e penso che questo sia uno dei luoghi per farlo» afferma il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere di Papa Francesco, ospite durante l’inaugurazione del centro educativo dell’Associazione Cappuccini, avvenuta venerdì 17 maggio in Via Raciti, n. 2. Fra i presenti anche l’Arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna.

Il cardinale Krajewski: “E’ bello che qui i ragazzi possono venire dopo la scuola e trovare accoglienza”

«È veramente straordinario –ci ha detto il cardinale – trovarsi qui a Catania, in questa realtà del quartiere popolare, nella quale è presente un posto in cui i ragazzi possono venire dopo la scuola e trovare proprio accoglienza. È una cosa bella stare insieme e aiutare quelli che hanno bisogno. Questo è anche il ruolo della Chiesa, cioè stare accanto a coloro che hanno bisogno del nostro aiuto, di ridare la dignità, che non sempre viene riconosciuta nei tanti posti dove viviamo. Vedete Gesù usciva la mattina e aiutava chiunque incontrava. Qui ci sono insegnanti già pensionati, ma non pensionati dall’amore.  L’inaugurazione, l’impegno dei volontari fa parte di quelle piccole gocce evangeliche come, ad esempio, la lavanderia sociale che abbiamo inaugurato stamattina ».
Molti i volontari presenti, le famiglie del quartiere e i rappresentanti delle opere che hanno sede in Casa Betania: il Centro Astalli che accoglie donne immigrate con bambini; l’Uciim; l’Agesci. C’erano anche il parroco del Sacro Cuore ai Cappuccini, padre Augusto, e molti giovani cresciuti nell’Associazione Cappuccini.

Un giovane del quartiere: “Qui mi sono formato, questa è la mia seconda casa”

Uno di questi, Antonino, già maggiorenne, che lavora come idraulico e muratore, ci ha raccontato la sua storia. «Spesso con il mio comportamento ho deluso le aspettative dei miei genitori ed è la cosa che più mi dispiace però qui in associazione mi sono sempre sentito aiutato e compreso. È per questo che anche oggi ho deciso di essere presente, di venire all’inaugurazione. Mi sono sempre sentito accolto e voluto bene, tutti i ricordi più belli sono legati a questo posto. Io lo considero la mia seconda casa», dice. Antonino ci racconta il suo legame con l’Associazione e la gratitudine verso Johnny, oggi presidente dell’Associazione, e la professoressa Graziella.

E aggiunge: «Ad agosto compio vent’anni. È iniziato tutto quando andavo alle scuole elementari, avevo circa 7-8 anni. Allora ho conosciuto Johnny ed  Ester (che poi sarebbe diventata sua moglie) e gli altri ragazzi volontari; e Graziella, che poi è stata la mia professoressa di religione all’istituto Vaccarini. Venendo qui mi hanno aiutato nei compiti ma allo stesso tempo ho fatto nuove esperienze. Esperienze che ho continuato fino alla scorsa estate con un corso di falegnameria, anche se adesso non vengo più al doposcuola. Qui dentro sono cresciuto, ho conosciuto ragazzi che sono poi diventati miei amici e adesso lavorano e sono diventati genitori».

Un prof volontario: “La vita è fatta per essere data, solo così la si riceve”

Preziose le testimonianze dei volontari del centro, impegnati nel servizio di doposcuola gratuito dell’Associazione Cappuccini, legato alla realtà di Portofranco, nel quartiere popolare “Cappuccini” di Catania. Come quella di Caterina, insegnante in maternità: «È bello quando vengo qui accorgermi di essere di fronte a ragazzi con storie molto diverse. Ciò di cui hanno bisogno è indubbiamente un aiuto nello studio, ma prima di tutto di qualcuno che li guardi e gli dica che possono farcela ». E aggiunge con un sorriso un episodio avvenuto durante un pomeriggio di studio: «Una ragazza, sedendosi a studiare inglese, mi aveva detto di non sapere nulla. Alla fine, si è resa conto di esserne capace e questo è stato importante per lei. E lo è stato anche per me, perché capisco che ho bisogno anch’io di essere guardata così. Questo è il motivo per il quale vengo».  Un altro volontario presente è Saro, professore di matematica, che afferma: « Io nella mia vita sono stato e sono molto fortunato e graziato. La vita è fatta per essere data, solo così la si riceve. Per questo sento veramente di dover dare tanto per quello che ho ricevuto. Questo mi spinge a dedicarmi a questa attività, ai ragazzi».

(Fonte: prospettive.eu)