• 15 Aprile 2024 11:04

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Venerdì della II settimana di Avvento

Letture: Is 48,17-19; Sal 1; Mt 11,16-19

Riflessione biblica

“La sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie” (Mt 11,16-19). Gesù e Giovanni Battista hanno operato secondo la sapienza divina, secondo il progetto d’amore che Dio ha su ciascuno di noi. Tutti abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, per agire secondo quella sapienza interiore dello Spirito che agisce nei nostri cuori: “A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune” (1Cor 12,7). Non è importante seguire il modello austero di Giovanni Battista o il “giogo leggero” di Gesù, l’importante è essere determinati nel cammino di conversione ed agire secondo la sapienza divina. Per il credente, la risposta è una sola: agire secondo un sapiente discernimento spirituale; illuminati dallo Spirito, “non conformiamoci a questo mondo, ma lasciamoci trasformare rinnovando il nostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Rom 12,2).  E la sapienza per il cristiano non è un “modo di vivere”, ma l’incontro con una “persona vivente”: Gesù. Il modello non è una teoria programmata a tavolino, ma dialogo vitale e amoroso con Cristo e improntato alle esigenze che scaturiscono dall’amore. Il punto fermo: Gesù Crocifisso, potenza di Dio e sapienza di Dio (1Cor 1,24). Decisione: “Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (Gal 6,14). La mia regola di vita: il Santo Vangelo, che mi illumina con la verità di Cristo, che mi guida alla santità in unione a Cristo, che nella forza dello Spirito mi fa operare nell’amore con Cristo. La mia vita di relazione: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20), e di operosità: “Tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre” (Col 3,17).

Lettura esistenziale

“Ma a chi paragonerò questa generazione? È simile ai bambini seduti nelle piazze che gridano ai loro compagni” (Mt 11, 16). Nel Vangelo odierno, Gesù usa l’immagine dei bambini che inventano di tutto pur di coinvolgere i loro compagni, senza peraltro riuscirvi. Egli riscontra e denuncia un atteggiamento apatico e indifferente nella sua generazione, che non si lascia agganciare da nulla. Possiamo però considerare il rimprovero rivolto anche a noi, cristiani di oggi: talvolta più che annunciare il Vangelo con gioia, sembriamo persone apatiche e rassegnate, pronte a criticare tutto e tutti, forse per non metterci in gioco personalmente, ma è vero che il più delle volte la nostra critica nasce da una insoddisfazione interiore, che portiamo dentro di noi, come un tarlo che ci consuma piano piano. Com’è bello invece l’atteggiamento che riscontriamo nei Santi: l’entusiasmo, la tenacia nel portare avanti le opere di Dio, nonostante le fatiche e le contrarietà sperimentate, la creatività nell’amore. Come non pensare alla gioia entusiasta di Francesco d’Assisi che quando riceve da Cristo Crocifisso il mandato di riparare la sua Chiesa, risponde: “Lo farò volentieri, Signore!”. Egli, non solo si mette immediatamente all’opera, anche se non subito comprende bene la sua chiamata e comincia col riparare le chiese diroccate che incontra, ma conserva, anzi accresce questo entusiasmo fino alla fine della sua vita quando, ormai consumato dalle malattie e prossimo a spiccare il volo per il Cielo, rivolgendosi a se stesso e ai suoi Frati dice: “Finora, fratelli, abbiamo fatto poco o nulla, incominciamo subito!”. Il Signore ci conceda un po’ di questo entusiasmo.