• 19 Maggio 2024 10:46

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Conseguenze del “Revenge porn”: all’Istituto Teologico san Tommaso confronto online con il prof. Stefano Agosta

 “Mostrami la tua fede e ti dirò chi sei”: dice così un detto famoso che, parafrasato, saremmo tentati di applicare anche all’uso dei Social. In realtà, i risultati sperati potrebbero non essere quelli voluti. Ciò emerge soprattutto da una problematica che, ai nostri giorni, vede sempre più il crearsi di profili social che poco o niente potrebbero dire della verità di ciascuno di noi. L’Istituto Teologico San Tommaso di Messina, in collaborazione con la Scuola Superiore di Bioetica e Sessuologia, diretta dal prof. Giovanni Russo, ha voluto aprire online un dibattito che tratta la tanto attuale e drammatica vicenda del “Revenge Porn”, che coinvolge più donne che uomini.

Questo fenomeno è sempre più diffuso, secondo quanto il prof. Stefano Agosta (ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Messina) ha espresso nella sua relazione, dove a venire sempre meno è la consapevolezza di ciò che si fa e di ciò che può avvenire. Spesso, i Social Media non sono da considerare una minaccia, ma una grande responsabilità. L’uomo o anche le istituzioni sono chiamati a porsi una domanda: siamo in grado di poter esprimere appieno la nostra libertà, specie quando ci addentriamo nella sfera tanto delicata della sessualità? Dalle considerazioni varie, sono necessarie precisazioni, etiche e giuridiche, soprattutto riguardo al consenso, alle leggi, ma non solo.

Le soluzioni? Non sono semplici dato che il vuoto normativo, colmato solo da qualche anno, spinge sempre più a suggerire che la prudenza non è mai troppa, soprattutto quando di mezzo c’è la dignità della persona, calpestata e umiliata in un nuovo “Golgota virtuale”, da cui non si riesce spesse volte ad uscire per superare la morte della vergogna.