• 22 Febbraio 2024 5:10

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Diocesi di Agrigento, cinque nuovi nomi per il “Giardino dei giusti”

Giovanni Battista Montini papa con il nome di Paolo VI; il canonico Vincenzo Morinello; lo storico e diplomatico Giacomo Gorrini; il funzionario comunale Calogero Marrone; il commissario di polizia Beppe Montana. Sono loro i personaggi che, a metà del prossimo mese, saranno onorati nel “Giardino dei Giusti” di Agrigento, inaugurato otto anni fa nel cuore della Valle dei Templi su iniziativa dell’Accademia di Studi Mediterranei in collaborazione con il Parco Archeologico dichiarato patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco.

Ne hanno dato notizia oggi la fondatrice e presidente onoraria del noto Istituto di Alta Cultura, Assuntina Gallo Afflitto, e l’attuale presidente, il vescovo Enrico dal Covolo, già rettore della Pontifica Università Lateranense, che, comunicando i nomi indicati dal Comitato Scientifico dell’ Accademia presieduto da don Carmelo Mezzasalma, hanno fissato la data del 15 dicembre per la cerimonia durante la quale, nell’area fra il Tempio della Concordia e quello di Giunone, verranno collocate le steli in ricordo di questi testimoni di altruismo e di sacrificio per la giustizia. Si tratta di figure ben note o meno conosciute che verranno presentate da alcuni studiosi nell’incontro che si svolgerà, come di consueto, la mattina del 15 dicembre, a partire dalle 9.15 nella Sala delle Conferenze di Casa Sanfilippo, ad Agrigento, prima della cerimonia al Parco.

Il simposio – presieduto da monsignor Dal Covolo – sarà aperto dai saluti del sindaco di Agrigento Franco Micciché , dall’arcivescovo metropolita Alessandro Damiano, dal prefetto della città Filippo Romano. Ad intervenire su Montini e il suo impegno a favore dei perseguitati soprattutto del periodo della seconda guerra mondiale sarà il saggista Marco Roncalli. Ad offrire il profilo di Morinello, fondatore circa un secolo fa delle “Suore dei Poveri” sarà la superiora generale della congregazione Madre Maria Agnese Ciarrocco.

L’esempio di Gorrini, il diplomatico testimone oculare dei massacri armeni da lui denunciati al mondo, sarà descritto da Pietro Kuciukian, console onorario della Repubblica d’Armenia in Italia. Quello di Marrone, nativo di Favara, ma trasferitosi a Varese nel ‘31 per lavoro, deportato a Dachau per aver salvato centinaia di ebrei fornendo loro documenti falsi e morto nel lager, sarà tratteggiato da don Alessandro Andreini, docente alla Gonzaga University di Firenze. Del sacrificio di Beppe Montana, agrigentino, commissario capo della squadra mobile di Palermo assassinato a trentatré anni dalla mafia nel 1985, è stato invitato a parlare il nuovo questore di Agrigento Tommaso Palumbo.

Per l’occasione, si legge in una nota, nel “Giardino dei Giusti” sarà posta anche una stele dedicata ai Martiri nel tragico periodo del XX e del XXI secolo, ai Giusti delle Forze Armate e della Polizia, come pure ai Civili che hanno perso la vita nelle tragedie di questo periodo storico. A spiegare il significato di questo tributo collettivo sarà il teologo don Carmelo Mezzasalma, presidente del Comitato Scientifico dell’ Accademia.