Rafforzare percorsi di inclusione, responsabilità e reinserimento sociale attraverso il volontariato e il servizio alla comunità. È questo lo spirito che anima l’Accordo di collaborazione sottoscritto tra la Diocesi di Caltagirone, attraverso la Caritas diocesana, e l’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UDEPE) di Catania.
Da diversi anni la Caritas diocesana di Caltagirone collabora con l’UDEPE accogliendo persone impegnate in attività di volontariato di pubblica utilità e percorsi a finalità riparativa. Un’esperienza che, nel tempo, ha consentito a uomini e donne coinvolti in procedimenti penali di intraprendere un concreto cammino di responsabilizzazione e di rilettura della propria esperienza personale. Attraverso il servizio svolto presso le parrocchie della Diocesi e presso l’Emporio della Solidarietà della Caritas interparrocchiale di Caltagirone, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto con le fragilità sociali del territorio, sperimentando forme concrete di prossimità, cura dell’altro e attenzione al bene comune.
La nuova intesa consolida e struttura ulteriormente una collaborazione già avviata negli anni, inserendola in una più ampia rete di rapporti istituzionali promossa dall’UDEPE di Catania con gli organismi ecclesiali del territorio.
“La sottoscrizione dell’Accordo di collaborazione per attività di volontariato a valenza riparativa e percorsi di reinserimento lavorativo – dichiara la dott.ssa Maria Pia Fontana, Direttore UDEPE Catania – rappresenta un tassello prezioso dell’azione di costruzione di intese e rapporti di collaborazione condotta dall’Ufficio, non solo perché crea ponti con tutti gli organismi diocesani che rientrano nei quindici comuni della Diocesi di Caltagirone, ma anche perché contribuisce a mettere a sistema in modo organico i rapporti con gli Enti Ecclesiastici dell’intera provincia”. L’UDEPE di Catania ha già sottoscritto analoghe intese con le Diocesi di Catania e Acireale, nell’ottica di promuovere una rete territoriale capace di sostenere percorsi individualizzati di inclusione e reinserimento sociale. “Lo scopo – prosegue la dott.ssa Fontana – è quello di fornire una forte cornice valoriale per convertire il male del reato in azione di servizio per il benessere della comunità. L’auspicio è che non solo la persona coinvolta nell’azione di riparazione possa crescere in responsabilità, senso civico e attitudine solidale, ma che anche la comunità possa prendere parte ad un autentico processo di reinserimento sociale”.
La Diocesi di Caltagirone, attraverso la Caritas e le realtà parrocchiali coinvolte, conferma così il proprio impegno pastorale e sociale nell’accompagnamento delle fragilità e nella promozione di percorsi che mettano al centro la dignità della persona, la possibilità di ricominciare e la costruzione di legami sociali positivi. “Solo il legame sociale – conclude il Direttore UDEPE – può curare quel disagio che spesso sfocia nella devianza e prevenirne la recidiva, favorendo un senso di appartenenza al territorio che disincentiva comportamenti lesivi per sé e per gli altri”.
