• 19 Aprile 2024 17:40

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“Francesco D’Assisi. Una vita inquieta”: in libreria il nuovo libro di Fra Massimo Fusarelli

Francesco D’Assisi. Una vita inquieta” è l’ultima opera di Fr. Massimo Fusarelli, Ministro generale dell’OFM, sul Poverello di Assisi. Una biografia che ci accompagna, attraverso la vita di Francesco, dentro il potere trasformativo del Vangelo, che è in grado di cambiare la vita dei singoli e della Storia, e infondere, oggi come allora, i valori di pace, incontro, libertà, rispetto per tutte le creature.

Un racconto che attraversa tutte le tappe fondamentali della vita del Serafico: da quando giovane si spoglia dei suoi averi e abbraccia il cammino della povertà, ai primi compagni che si uniscono a lui e alla sua predicazione, all’approvazione da parte di papa Onorio III della Regola; e ancora all’apertura alle donne e all’incontro decisivo con Chiara, le stigmate che non lo fermano dal portare nel mondo il messaggio del Vangelo fino alla morte nel 1226.

Edito da Rizzoli, il libro è arricchito dalla prefazione di Mons. Felice Accrocca, vescovo di Benevento e studioso del francescanesimo medievale, e dalla postfazione del Card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

Mons. Accrocca definisce l’opera di Fr. Massimo una “rilettura personale nutrita dalle fonti e dalla propria meditazione”: “Sento di ritrovarmi in una simile lettura – si legge nella prefazione – convinto come sono che un santo può parlare agli uomini solo quando questi avvertono che anch’egli è stato partecipe di una storia comune e toccato dalla fragilità, che anch’egli ha avuto i suoi limiti caratteriali, come ogni altra persona, prima di superarli in un’adesione totale a Cristo e al suo mistero pasquale di passione-morte-risurrezione”.

Il card. Pizzaballa mette in relazione la Terra Santa del 1200 a quella di oggi: purtroppo la situazione non era molto diversa 800 anni fa, ma nonostante la guerra Francesco volle andare in quei luoghi a predicare la pace, il dialogo, l’incontro. “Il viaggio di Francesco in Terra Santa non ha risolto alcuno dei problemi politici del tempo. Ma ha indicato un metodo, che ancora oggi è la via maestra per chi vuole costruire contesti di pace, anche qui, oggi, nel tormentato e conflittuale Medio Oriente: l’incontro”, scrive il Patriarca di Gerusalemme dei Latini. Che in conclusione sottolinea anche la “pazzia” con cui San Francesco intentò quell’impresa: “Per noi [cristiani] l’altro non è un rivale, è un fratello. Per noi l’identità cristiana non è un baluardo da difendere, ma una casa ospitale e una porta aperta sul mistero di Dio e dell’uomo dove tutti sono benvenuti. Noi, con Cristo, siamo per tutti. Il Poverello di Assisi, otto secoli fa, ci ha mostrato che questa pazzia, è comunque possibile. Sta a noi, ora, di deciderci se scegliere con coraggio di vivere questa evangelica follia”.