• 24 Giugno 2024 9:12

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Il bene non va impedito

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Mercoledì della VII settimana del Tempo Ordinario

Letture: Giac 4,13-17; Sal 48; Mc 9,38-40

Riflessione biblica

“Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me” (Mc 9,38-40). Ammiro la grande apertura di Gesù, simile a quella manifestata da Mosè: “Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!” (Num 11,29). Non si chiude nel particolarismo, ma si apre all’universalismo della verità. Essa è una e molteplice: c’è una verità umana, che è corrispondenza tra ciò che dico e ciò che faccio: “Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai” (Gen 4,7). C’è una verità superiore, che è coerenza con la fede che professo: è fedeltà alla parola di Dio che mi indica la via della salvezza: “Chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv 3,21). C’è una verità personale: quella del mio rapporto con Gesù, “via, verità e vita” (Gv 14,6): “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,31-32). Per chi crede in Gesù e invoca il suo nome, la verità è vivere in Cristo e mettere in pratica ciò che professa nell’amore: “Agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo” (Ef 4,15). Lo Spirito di Dio ci conceda un sano discernimento, per sapere accettare noi stessi e gli altri alla luce della verità e agire secondo un criterio di autenticità: essere con Gesù, operare nel nome di Gesù, testimoniare Gesù. E di accoglienza: niente intolleranza per chi simpatizza con Gesù e opera il bene nel suo nome; accogliamo la sua testimonianza e offriamogli la nostra totale adesione a Gesù, perché anche lui possa essere in comunione piena con Gesù e con noi. È il criterio dell’amore: “Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo” (Rom 15,2).

Lettura esistenziale

“Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva” (Mc 9, 38).Questo brano evangelico ci fa riflettere e fare un esame di coscienza. L’atteggiamento dei discepoli di Gesù, infatti, è molto umano, comune e potrebbe essere anche il nostro. Giovanni è scocciato e cerca conferma alla sua teoria: ha impedito a degli improvvisati esorcisti di operare perché – testuali parole – non sono dei nostri. Ma Gesù risponde: “Chi non è contro di noi è per noi”. Lo Spirito suscita mille sensibilità e mille modi per avvicinarsi al Signore e questi modi vanno riconosciuti e rispettati. Di più, il Signore suscita, nelle persone che si dichiarano non credenti, degli atteggiamenti e delle consapevolezze che – di fatto – richiamano forti valori evangelici. Dobbiamo, perciò, nella fatica del dialogo, cogliere tutti gli aspetti che portano ad una più profonda umanità. Non riduciamo la Chiesa a una setta di persone che si ritengono le uniche giuste e salve, ma allarghiamo gli orizzonti a misura del Vangelo, perché là dove si costruisce il bene è già presente la gloria di Dio. Il Signore ci conceda la grazia di riconoscere i segni della sua presenza intorno a noi, anche in coloro che – apparentemente – non condividono le nostre scelte di fede. Egli ci doni di non innalzare muri e barricate, ma di imparare l’arte del dialogo e dell’accoglienza.