• 9 Febbraio 2026 8:19

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi

Sant’Ignazio di Loyola

Letture: Es 32,15-24.30-34; Sal 105; Mt 13,31-35

“Il regno dei cieli è simile a un granello di senape … è simile al lievito” (Mt 13,31-35). Nella domenica XVI, la liturgia dava molto spazio alla “parabola del grano e della zizzania”; così per non perdere il messaggio specifico di queste piccole parabole, li ripropone alla nostra riflessione. La parabola “del granello di senape” ci istruisce su una grande verità: l’unità di misura di Dio è la piccolezza: “La tua forza, Signore, non sta nel numero, né sui forti si regge il tuo regno: tu sei il Dio degli umili, sei il soccorritore dei piccoli, il rifugio dei deboli, il protettore degli sfiduciati, il salvatore dei disperati” (Gdt 9,11). Il Regno di Dio, infatti, è il Regno dei poveri e degli umili: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,3). E Maria può cantare: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,46-48). Ma è soprattutto Gesù, che si è fatto piccolo e povero per noi: da lui abbiamo ricevuto grazia su grazia (Gv 1,16). Lui, piccolo seme caduto in terra e morto per noi, produce molti frutti di vita eterna (Gv 12,24) e ci comunica la sua forza trasformante: lo Spirito Santo. Ecco il lievito del cristiano: “Manda, Signore, il tuo Spirito, e rinnova la faccia della terra” (Sal 14,30). Lo Spirito di Dio ci trasformerà dall’interno, liberandoci dal “lievito di malizia e di perversità, per renderci azzimi di sincerità e di verità” (1Cor 5,8). Trasformati dallo Spirito di Dio, produrremo “il frutto dello Spirito, l’amore,che è gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22). Nell’amore, saremo lievito per trasformare il mondo: “Comportatevi saggiamente con quelli di fuori, cogliendo ogni occasione. Il vostro parlare sia sempre gentile, sensato, in modo da saper rispondere a ciascuno come si deve” (Col 4,5-6).