• 18 Aprile 2024 10:34

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Mercoledì della I settimana di Quaresima

Letture: Gio 3,1-10; Sal 50; Lc 11,29-32

Riflessione biblica

“Come Giona fu segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione” (Lc 1,29-32). Il cristiano non ha bisogno di segni, perché Cristo è il “segno di Dio” per la salvezza di tutti gli uomini: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati” (At 4,12). Gesù crocifisso è il segno del nostro essere cristiani: “I Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, potenza di Dio e sapienza di Dio” (1Cor 1,22-24). Da questa certezza di fede, scaturiscono tre realtà essenziale per la vita spirituale. Gesù è la nostra sapienza: egli proclama la verità che ci rende liberi: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,32); è la via che conduce alla vita (Gv 14,6) e ci guida per uscire dalle tenebre del peccato: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12); è la sapienza divina, che giustifica, santifica e ci redime per essere figli di Dio (1Cor 1,30). Gesù è il segno della nostra morte al peccato: “Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio” (Rom 6,8-10). Gesù è il segno della nostra risurrezione: “Se siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione” (Rom 6,5). Una cosa sola ci è chiesta: la conversione del cuore: “In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18,3). Con la conversione ci liberiamo dalla “sapienza del mondo” e scopriamo nella forza dello Spirito la “sapienza della Croce”: “sapienza divina, misteriosa, che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria” (1Cor 2,4-5). Solo in Gesù crocifisso noi possiamo “avere una conoscenza piena della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale per camminare in maniera degna del Signore” (Col 1,9-10).

Lettura esistenziale

“Non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona” (Lc 11, 29). Il segno di Dio per gli uomini è Gesù stesso. E lo è in modo profondo nel suo mistero pasquale, nel mistero di morte e risurrezione. Spesso si cercano segni particolari della presenza di Dio, ma poi non si è capaci di riconoscere i segni umili e semplici che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi. Dio non ama manifestarsi in modo sensazionale e non si impone alla nostra attenzione, piuttosto va ricercato. Sono convinta che i miracoli ci sono e sono quotidiani, senza bisogno di sensazionalismi, basta avere occhi per leggerli nella nostra vita, nella natura, nella Chiesa e nel mondo. Ogni aurora che sorge è un miracolo. Ogni bimbo che nasce è un miracolo. Ogni volta che perdoniamo e amiamo anche i nemici, è un miracolo di Dio. Se non riusciamo a vedere i segni della presenza di Dio, l’unica strada è quella di convertirci, cioè accogliere la predicazione di Gesù, lasciare che ci trasformi poco per volta in Lui, acquisteremo allora la capacità di vedere non solo i suoi segni ma soprattutto Lui nella sua pienezza.