• 17 Aprile 2024 21:25

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L’Arcivescovo di Pisa Benotto esprime profonda preoccupazione e sconcerto per gli scontri

«Il Consiglio Pastorale della Arcidiocesi di Pisa – si legge in una nota firmata dall’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto – esprime profonda preoccupazione e sconcerto per gli scontri» che «hanno causato il ferimento di alcuni studenti, anche minorenni». La Diocesi «ritiene che la violenza non sia mai giustificata e in attesa che si faccia luce sull’accaduto e sull’operato delle forze dell’ordine, auspica che tutte le autorità competenti intervengano per garantire il corretto e pacifico confronto democratico, tutelando la sicurezza di tutti, dei giovani in particolare. Crede che il dialogo pacifico e il ripudio della violenza in tutte le sue forme sia l’unico percorso capace di edificare la nostra casa comune su solide basi».

«Le immagini delle cariche della Polizia sugli studenti di Pisa e Firenze sono inquietanti», ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella. «Basta manganellate sugli studenti», aveva detto la segretaria del Pd Elly Schlein, definendo «inaccettabili» le immagini di Pisa. Mentre il Movimento 5 stelle e l’Alleanza Verdi-Sinistra hanno subito chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di riferire con urgenza al Parlamento su quanto accaduto nelle città toscane.

«Ancora una volta manganellate contro chi protesta per il massacro in corso a Gaza. Sono immagini preoccupanti, non degne del nostro Paese – ha dichiarato il leader pentastellato Giuseppe Conte -. Non può essere questa la risposta dello Stato al dissenso». Proteste anche da Enrico Borghi di Italia viva: «Il ministro deve spiegare l’uso dei manganelli». E il rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi ha espresso «profonda preoccupazione e sconcerto per gli scontri avvenuti nel centro della città».

Ma secondo il questore della stessa città, Sebastiano Salvo, «il corteo studentesco pro Palestina a Pisa non era autorizzato e le forze dell’ordine ne sono venute a conoscenza solo attraverso i canali social e pertanto, a differenza di altre circostanze analoghe, è mancata l’interlocuzione con i rappresentanti dei promotori». La carica, dunque, sarebbe stata determinata «da un momento di tensione scaturito da un contatto fisico tra alcuni manifestanti e i poliziotti che impedivano l’accesso alla piazza dei Cavalieri».