• 15 Aprile 2024 12:14

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Sabato della II Settimana di Avvento

Letture: Sir 48,1-4.9-11; Sal 79; Mt 17,10-13

Riflessione biblica

 “Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto” (Mt 17,10-13). Tutti gli Ebrei credenti attendono il ritorno di Elia, il profeta escatologico degli ultimi tempi, “designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l’ira prima che divampi, per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe” (Sir 48,10). Di più: “Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore: egli convertirà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri, perché io, venendo, non colpisca la terra con lo sterminio” (Mal 3,23-24). Ma Gesù, alludendo a Giovanni Battista, affermò: “Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto”. La sua testimonianza è importante per la nostra vita secondo lo Spirito: fu profeta di Dio, uomo di vita austera, testimone di Gesù. Profeta di Dio: “Vedendo Gesù venire verso di lui, disse: Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!” (Gv 1,29). E con lo stesso zelo e con la stessa potenza di Elia (Lc 1,17), predicò la conversione del cuore e di fare frutti degni di penitenza. Uomo di vita austera: “Giovanni venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto né pentiti” (Mt 21,32); egli ci sia modello per attendere Gesù con amore e in santità di vita, “rinnovandoci nello spirito della nostra mente e rivestendo l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità” (Ef 4,23-24). Testimone di Gesù: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio” (Gv 1,33). E dichiarò con fermezza ed umiltà: “Non sono io il Cristo”, ma: sono stato mandato avanti a lui. Lui deve crescere; io diminuire” (Gv 3,28.30).

Lettura esistenziale

“Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro» (Mt 17, 12). Annunciando ai suoi discepoli che dovrà soffrire ed essere messo a morte prima di risuscitare, Gesù vuol far loro comprendere chi Egli è in verità: un Messia sofferente, un Messia servo, e non un liberatore politico onnipotente. È il Servo obbediente alla volontà del Padre suo. Obbediente fino a donare la propria vita. Così Gesù va contro quanto molti si aspettavano da lui. La sua affermazione è shoccante e sconcertante. Porsi alla sequela di Gesù significa prendere la propria croce per accompagnarlo nel suo cammino, un cammino scomodo che non è quello del potere o della gloria terrena, ma quello che conduce necessariamente a rinunciare a se stessi, a perdere la propria vita per Cristo e il Vangelo, al fine di salvarla. Poiché siamo certi che questa via conduce alla risurrezione, alla vita vera e definitiva con Dio. Decidere di accompagnare Gesù Cristo che si è fatto il Servo di tutti esige un’intimità sempre più grande con Lui, ponendosi all’ascolto attento della sua Parola per attingervi l’ispirazione del nostro agire.