• 15 Aprile 2024 11:26

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

“Natale e il Presepe”, la Comunità di Favara incontra Fra Benedetto Amodeo

Il 12 dicembre, nel salone sottostante alla chiesa SS. Pietro e Paolo di Favara,  si è tenuto l’incontro dal tema “Natale e Presepe: l’intuizione di San Francesco d’Assisi”: il secondo dei sei incontri mensili di formazione cittadina a cura dei presbiteri di Favara.

A relazionare sul tema “Natale e Presepe: L’intuizione di San Francesco d’Assisi”, fra Benedetto Amedeo della Provincia dei Frati Minori di Sicilia di cui è definitore provinciale e rettore del santuario Madonna di Lourdes di Messina, specializzato in spiritualità francescana.
A moderare l’ incontro, fra Alfio Lanfranco guardiano del Convento di Favara.

Fra Benedetto ha illustrato ad una platea attenta e silenziosa le origini della prima rappresentazione del Presepe al Mondo: il presepe di Greccio voluto per intuizione di S. Francesco nel Natale del 1223, esattamente 800 anni fa.

Il Francescano messinese ha diviso il suo intervento in tre parti:
“Circa quindici giorni prima” (tempo di preparazione)”,”Giorno di letizia” e ” Il Bambino di Betlemme”.
Le fonti a  supporto del suo excursus: il biografo Tommaso da Celano e la lettera apostolica di Papa Francesco “Admirabile signum” sul significato e sul valore valore del Presepe”:
Rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia. Il presepe, infatti, è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura”.

San Francesco, ha affermato fra Benedetto, aveva due desideri: quello di intravedere con gli occhi del corpo i disagi di Gesù e quello di condividere con gli altri il tesoro: l’Amore per il Bambino di Betlemme così forte che non poteva restare solo nella sua memoria e nel suo cuore.

Nella scena in cui viene descritta la grande letizia che accompagna l’allestimento del presepe, – ha ricordato ‐ si onora la semplicità, si esalta la povertà e si loda l’ umiltà. La povertà e’ intesa come riconoscersi insufficienti, non bastevoli a se stessi, l’umiltà permette a ciascuno di accogliere la propria insufficienza e di affidarsi al Signore.

Noi, invece, oggi, viviamo il Natale con ansia d frenesia, quasi seguissimo un copione, il presepe lo prepariamo già i primi di novembre!

Grazie al presepe “Il fanciullo Gesù fu resuscitato nei cuori di molti che l’avevano dimenticato e fu impresso profondamente nella loro memoria amorosa”.

Fra Benedetto si è soffermato, leggendolo più volte, come a volerlo assaporare maggiormente il seguente passo da cui trasuda l’ amore di S. Francesco per Gesu’: “Ogni volta che Francesco diceva «Bambino di Betlemme» o «Gesù», passava la lingua sulle labbra, quasi a gustare e trattenere tutta la dolcezza di quelle parole.”

Ogni domenica, ha sottolineato fra Benedetto, grazie all’ eucarestia, Dio è dentro di noi, ma spesso ci ostiniamo a complicare le cose semplici e a cercarLo lontano da noi; inoltre,  il frate ha evidenzuato, che l’ eucarestia è il memoriale della Pasqua del Signore, ma lo è anche della Sua nascita e quindi ogni domenica è Pasqua ed anche Natale.

Questi solo alcuni dei tanti spunti di pacata riflessione che le parole di Fra Benedetto Amodeo hanno suscitato nei tanti presenti.

(fonte SiciliaOnpress)