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Palmira Mancuso Più Europa, mette in evidenza i pasticci della Messina Social City e della Presidente

Diilsycomoro

Feb 7, 2024

“Messina Social City non nomina un DG ma per controlli amministrativi procede con affido diretto.

E’ stata pubblicata oggi una delibera (di non facile reperimento come tutte le delibere della partecipata che alla pagina “trasparenza degli atti amministrativi” è ferma al 2022) da cui si apprende che la Messina Social City ha dato incarico, con affidamento diretto, ad una professionista avvocata amministrativista e giuslavorista, per i controlli amministrativi sulla società.

Poco meno di 30 mila euro (iva compresa) per l’anno in corso, e con la possibilità di rinnovare il contratto.

Responsabile del procedimento è il vicedirettore della Messina Social City, Giuseppe Arpi. Unico “sopravvissuto” alle dimissioni che si sono succedute alla Direzione Generale dell’Azienda partecipata, in cui è Valeria Asquini la Presidente, unica ad avere nei fatti il controllo di ogni atto dell’azienda.

Ultimo ad aver rinunciato all’incarico nel gennaio del 2023 è stato Carmelo Sferro, nato a Fiumedinisi, e che era subentrato a Natale Trischitta nell’agosto 2021. Il terzo a gettare la spugna dal primo “nominato”, Vincenzo Romano che era rimasto in carica solo tre settimane e che aveva annunciato esposti in procura. All’epoca i giornali spiegarono che “le ingerenze e le pressioni cui aveva fatto esplicito riferimento Romano si spingono nella direzione di nuove assunzioni, circa 140 dall’insediamento del nuovo Direttore generale, ma che sembrerebbero non essere state controfirmate dallo stesso. In soli tre mesi di Social City, i costi per il personale sono pressoché duplicati”. (cit Letteraemme 3 dicembre 2019 https://www.letteraemme.it/messina-social-city-il-dg-romano-si-dimette/)

Appare chiaro che la Messina Social City  non riesca a nominare un Direttore Generale, e gran parte dei controlli amministrativi su una società tra le più grandi in termini di risorse e servizi da gestire, sia in mano ad un vice direttore generale, Giuseppe Arpi sul quale nel marzo del 2023 arrivò pure una interrogazione da parte del consigliere Dario Carbone che scriveva: “Il vicedirettore mi è stato risposto non deve avere i requisiti del direttore generale, che ha del sorprendente, Arpi è stato nominato con determina del 12 febbraio e le dimissioni di Sferro sono del 13 febbraio, ultimo atto quindi dell’ex manager per un incarico che credo venga pagato ben 5mila euro al mese”. In effetti sull’attuale vice dg le notizie accessibili ci dicono essere un fedelissimo di Cateno De Luca. E’ stato un candidato alle amministrative del 2017 a S. Teresa di Riva nella lista “Oltre De Luca-Giù le mani da S. Teresa. E senza una laurea specifica, richiesta per lavori dirigenziali, è transitato alla Messina Social City dalla cooperativa genesi, prima con un contratto prolungato per alcuni mesi sino al bando per assunzione a tempo determinato.

I mesi sono trascorsi, e con essi anche le varie fatture liquidate e che nelle casse della MSC hanno portato milioni di euro di soldi pubblici. Ma è passato quasi un anno dalla nomina del vicesegretario che adesso chiede “aiuto” ad un esterno, con un affidamento diretto che porta la sua firma in calce e in cui si è anche nominato responsabile unico del procedimento. Mentre la Presidente Valeria Asquini continua a fare da garante al sistema creato da Cateno De Luca attraverso la partecipata per assicurare consenso grazie al procedimento delle long list discutibili e al mantenimento di servizi non adeguati alle spese richieste. Non ultima la scoperta di non avere nemmeno coperte da destinare ai senzatetto, con l’emergenza freddo in corso”. Così in una nota Palmira Mancuso coordinatrice regionale di Più Europa.