• 13 Aprile 2024 8:37

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Feria propria del 5 gennaio

Letture: 1Gv 3,11-21; Sal 99; Gv 1,43-51

Riflessione biblica

“Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nazaret” (Gv 1,43-51). La testimonianza di Filippo dà luce, per comprendere meglio “chi è Gesù per noi”. Per conoscerlo bene, bisogna farne un’esperienza diretta: “Vieni e vedi”. Persino l’esperienza indiretta non basta: Mosè e la sua Legge, i Profeti e il loro insegnamento sul Messia sono punti di luce per comprendere Gesù. Ma Gesù è più grande di Mosè: “Dalla pienezza di Gesù noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo” (Gv 1,16-17). Mosè ha dato i comandamenti del Decalogo, Gesù il comandamento della Nuova Legge: l’amore a Dio e al prossimo, dal quale dipendono la Legge e i Profeti (Mt 22,40). Gesù è più grande dei profeti: essi annunciarono la venuta del Messia, che realizza le promesse ad Abramo e alla sua discendenza e costituisce la Nuova Alleanza tra Dio e gli uomini, donando ad essi un cuore nuovo e uno spirito nuovo: “Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” (Ez 36,25-26). Di più: egli ha versato il suo sangue per stabilire la nuova allezanza con tutti gli uomini: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me” (1Cor 11,25). Mediante tale alleanza, “siamo stati lavati, santificati, giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio” (1Cor 6,11). Dinanzi a tanto amore per gli uomini, con Natanaele anche noi professiamo la nostra fede: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!”. In lui poniamo la nostra fiducia, perché solo lui ci infonde il coraggio che solo l’amore sa dare, ci illumina il cammino, perché lui è la via che conduce alla verità e alla vita e ci sostiene con la sua infinita misericordia.

Lettura esistenziale

“Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: «Seguimi»” (Gv 1, 43). Il Vangelo di oggi ci racconta il modo in cui si propaga la sequela di Cristo: attraverso degli incontri e delle relazioni. Da uno che è chiamato da Gesù a seguirlo: Filippo, parte una catena di altri che sono mossi dalla curiosità di conoscere Cristo, per poi decidere anch’essi di seguirlo. Filippo non può tenere per sé la scoperta che ha fatto di Gesù e ne parla a chiunque incontra e lo fa in modo tale, cioè con tale entusiasmo, gioia e convinzione da suscitare in chi lo ascolta il desiderio di conoscerlo a sua volta. Talvolta il Signore si serve delle nostre relazioni, permeate dalla Sua Grazia, per raggiungere la vita delle persone. E poco importa se delle volte non facciamo discorsi teologicamente ineccepibili, ma manifestiamo con semplicità e umiltà la nostra piccola esperienza di Dio; anche così (o forse soprattutto così) il Signore può operare conversioni a noi inimmaginabili, servendosi della nostra pochezza come si servì un giorno dei cinque pani e due pesci per sfamare una folla immensa. Ciò che conta è che mettiamo a Sua disposizione ciò che siamo e ciò che abbiamo, che comunque è sempre dono Suo.