• 15 Aprile 2024 11:17

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Feria del 20 dicembre

Letture: Is 7,10-14: Sal 23: Lc 1,26-38

Riflessione biblica

“Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,26-38). Maria si turbò: non per le parole di Gabriele, ma per la responsabilità che esse racchiudevano. Quell’annuncio la designava Madre di Gesù, il Salvatore, il Figlio dell’Altissimo, il Re-Messia, il cui regno non avrà mai fine (Lc 1,32). Per mezzo di lei, il disegno di Dio divenne realtà di salvezza per tutta l’umanità: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli” (Gal 4,4). E tutto ciò è avvenuto nella potenza dello Spirito di Dio, che come ombra scende su Maria, la copre e la rende Madre del Figlio di Dio. Questa è la missione di Maria: essere la Madre di Gesù. Ma anche noi, nello stesso Spirito, che opera nei nostri cuori, abbiamo la stessa missione: tutti siamo chiamati ad essere “madri di Gesù”. “Chi è mia madre …?. Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre” (Mc 3,32-35). Logico: non generiamo fisicamente Gesù; ciò è proprio di Maria. Ma esiste una maternità spirituale: noi concepiamo Gesù, quando ci lasciamo investire dalla potenza santificante dello Spirito di Dio; noi lo generiamo al mondo, quando testimoniamo la nostra fede compiendo pienamente la volontà di Dio; noi lo facciamo crescere, quando rimaniamo in lui e il suo amore è in noi. Chi si unisce senza riserve a Gesù e compie la volontà di Dio afferma con Maria: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38). Chi fa la volontà di Dio, come Maria e Gesù, si pone al servizio dell’amore a Dio e ai fratelli: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35).

Lettura esistenziale

“Allora Maria disse: ‹‹Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola››” (Lc 1,38). Maria è il modello dell’accoglienza della divina chiamata che si posa su un cuore in ascolto e attento ai segni di Dio (premessa questa indispensabile per poter percepire la voce divina) ed è modello dell’adesione incondizionata al progetto di Dio. Il pronunciato da Maria quando l’Angelo Gabriele Le annuncia che sarebbe diventata la Madre del Figlio di Dio, del Messia atteso, è un che si rinnova ogni giorno e si perpetua fino alla sofferenza più atroce per il suo cuore di Madre: veder morire in croce come un malfattore Colui che è il Signore di tutti e il Figlio diletto del Padre e suo. L’eccomi pronunciato da Maria nei misteri gaudiosi della vita del suo Figlio, è pienamente rinnovato anche nei misteri dolorosi che non si fanno attendere, si pensi alla fuga in Egitto poco tempo dopo la nascita di Gesù, agli anni vissuti da Gesù a Nazareth nella povertà, nel lavoro, nel nascondimento, alla vita pubblica di Gesù dove è fatto ben presto oggetto di persecuzioni, fino a quella suprema che culminerà nel tradimento, nell’accusa ingiusta e nella crocifissione. Maria ha imparato a custodire e meditare nel cuore tutti gli eventi che riguardano Gesù, confrontandoli con le parole dei Profeti e dell’Antico Testamento in genere. Da questa meditazione assidua trae forza e luce sul Mistero grande di quel Figlio che Le è stato donato dal Cielo per la salvezza di tutti. Nella vita di ogni cristiano sono presenti i misteri gaudiosi, luminosi e dolorosi, nonché i misteri gloriosi per chi avrà perseverato fedelmente nel bene sino alla fine. La fedeltà alla chiamata di Dio ad accogliere il Suo Vangelo e a seguirLo, non deve essere una fedeltà stanca e trascinata, ma una fedeltà gioiosa che si rinnova ogni giorno e diventa più matura e responsabile col passare degli anni, attingendo forza e vigore nei Sacramenti.