• 17 Aprile 2024 19:46

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e suor Cristiana Scandura

Sant’Ambrogio

Letture: Is 26,1-6; Sal 117; Mt 7,21.24-27

Riflessione biblica

“Chi ascolta le mie parole e le mette in pratica, è un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia” (Mt 7,21-24). E “la Roccia”, per chi crede, è Cristo (1Cor 10,4). Noi non costruiamo la nostra vita spirituale sulle “parole”, ma su Gesù, Parola viva di Dio, efficace e che penetra nell’anima e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore (Ebr 4,12). Se non accogliamo Gesù, anche le sue parole possono essere pesanti, noiose, insignificanti. È questione di cuore, di amore: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole” (Gv 14,23-24). Mettere in pratica: “Siate di quelli che mettono in pratica la parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi; perché, se uno ascolta la parola e non la mette in pratica, costui somiglia a un uomo che guarda il proprio volto allo specchio: appena si è guardato, se ne va, e subito dimentica com’era” (Gc 1,22-24). Se crediamo in Gesù e lo amiamo tanto da essere “suoi familiari”, non possiamo essere indifferenti o smemorati: “Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (Lc 8,21). Ricordiamoci: “Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21.24-27). Chiare le parole di Gesù! L’ascolto deve rinnovare la nostra vita e renderci uomini e donne nuovi: “Voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare l’uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovarvi nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità” (Ef 4,20-24).

Lettura esistenziale

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7, 21). La fede cristiana è fondata sull’obbedienza alla Parola di Dio. Anche se conoscessimo a memoria tutta la Sacra Scrittura, ma poi non ci impegnassimo nell’accogliere e mettere in pratica gli insegnamenti di Cristo, a cosa servirebbe? La nostra fede sarebbe come un albero senza radici. La fede è un cammino di adesione a Cristo. Un cammino che può attraversare cadute, lentezze, entusiasmi, dubbi, interruzioni, riprese, ciò che conta è non perdere mai di vista la meta che è la piena conformazione a Cristo, prima o poi, con la grazia di Dio, la conseguiremo. Dio è dalla nostra parte, la Vergine Maria, e con, lei tutti i Santi insieme al nostro Angelo Custode, ci incoraggiano, ci spronano, non cessano di indicarci la meta e di intercedere per noi. Basta soltanto che la nostra buona volontà collabori con la Grazia. Qualche santo scherzoso diceva che per raggiungere la santità bastano l’aiuto di Dio e due dita di buona volontà. I Santi erano persone tenaci. Come i bambini, del resto, che non si lasciano scoraggiare dalle cadute, ma dopo aver versato qualche lacrima e strillato un poco, si rimettono subito a giocare e a ritentare l’opera che stavano facendo prima. Vogliamo provare a metterci anche noi la stessa tenacia nel bene?