• 20 Aprile 2024 8:25

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

A San Pietro il Presepe donato dalla città di Greccio

Venerdì 8 dicembre, nella solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Fr. Ignacio Ceja, OFM, Vicario generale dell’Ordine, ha partecipato all’inaugurazione della Mostra “100 Presepi in Vaticano”, collocata sotto il braccio sinistro del Colonnato del Bernini, in Piazza San Pietro. Hanno partecipato all’evento anche S.E.R. Mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, l’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, S.E. Francesco Di Nitto e il Sindaco di Greccio, Emiliano Fabi. L’edizione 2023 della mostra intende celebrare la memoria degli 800 anni del Presepe di Greccio, prima raffigurazione della Natività, che San Francesco realizzò nella cittadina a pochi chilometri da Rieti nel Natale del 1223.

La cerimonia di apertura è stata accompagnata dal Coro dei bambini dell’Istituto comprensivo “A. Malfatti”, del Comune di Greccio, e dalla Banda musicale del Corpo della Gendarmeria Vaticana.
In questa mostra sono esposti più di 140 presepi, provenienti da 22 Paesi del mondo: Italia, Croazia, Spagna, San Marino, Ucraina, Irlanda, Slovenia, Ungheria, Polonia, Estonia, Germania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria, Russia, Stati Uniti, Colombia, Taiwan, Venezuela, Filippine, Guatemala e Paraguay.
La mostra sarà visitabile fino a domenica 7 gennaio 2024, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.30.

Sabato 9 dicembre il Santo Padre ha accolto nell’Aula Paolo VI le Delegazioni che hanno donato il Presepio e l’albero di Natale che quest’anno decorano Piazza San Pietro.
Rivolgendosi alla delegazione di Rieti (provincia della città di Greccio), Papa Francesco ha detto: “Il presepe allestito in Piazza San Pietro si propone di rievocare, dopo ottocento anni, il clima natalizio dell’anno 1223 nella Valle Reatina, dove San Francesco sostò. […] Quest’anno, dunque, da Piazza San Pietro penseremo a Greccio, che a sua volta ci rimanda a Betlemme. E mentre contempliamo Gesù, Dio fatto uomo, piccolo, povero, inerme, non possiamo non pensare al dramma che stanno vivendo gli abitanti della Terra Santa, manifestando a questi nostri fratelli e sorelle, specialmente ai bambini e ai loro genitori, la nostra vicinanza e il nostro sostegno spirituale. Davanti ad ogni presepe, anche a quelli realizzati nelle nostre case, noi riviviamo ciò che è avvenuto a Betlemme più di duemila anni fa; e questo dovrebbe risvegliare in noi la nostalgia del silenzio e della preghiera, nella nostra vita quotidiana spesso tanto frenetica. Silenzio, per poter ascoltare quello che Gesù ci dice da quella “cattedra” singolare che è la mangiatoia. Preghiera, per esprimere lo stupore riconoscente, la tenerezza, magari le lacrime che la scena della Natività suscita in noi. E in tutto questo ci è di modello Maria: lei non dice nulla, ma contempla e adora”.

Nel pomeriggio il presepe è stato inaugurato dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.