• 21 Aprile 2024 0:38

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Martedì della I settimana del Tempo Ordinario

Letture: 1Sam 1,9-20; Salmo (1Sam 2,1.4-8); Vangelo Mc 1,21-28

Riflessione biblica

“Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!” (Mc 1,21-28). Un insegnamento nuovo: non come quello degli scribi, che scrutavano le Scritture, ma non possedevano lo Spirito che cambia il cuore e purifica i nostri pensieri, parole e azioni, ci fa pensare ed agire alla maniera di Dio; cambia la vita, se esse penetrano in noi fino a divenire “spirito e vita” (Gv 6,63): “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio” (Gv 6,68-69). Egli è il Maestro, che insegna la verità, che illumina la mente e il cuore di chi lo segue: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Insegna con autorità: il suo insegnamento viene direttamente dal Padre, non predica una dottrina che “sa di imparaticcio di precetti umani” (Is 29,13), ma insegna ed agisce in perfetta sintonia con il Padre: “La parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato” (Gv 14,24). E per questo, Gesù può dire “chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Gv 5,24). “Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!”: Gesù comunica la salvezza di Dio per il corpo e per lo spirito. Egli è la “Parola che si è fatta carne” (Gv 1,14) e “dalla sua pienezza abbiamo ricevuto grazia su grazia” (Gv 1,16). Essa è parola “viva, efficace, più tagliente di ogni spada a doppio taglio, penetra nel nostro spirito, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ebr 4,12). Pertanto, non basta gridare con l’indemoniato: “Tu sei il santo di Dio!”, ma bisogna lasciarsi penetrare dalle parole di Gesù. Anzi, dal suo Spirito, perché è lo Spirito che ce le comunica (Gv 6,63).

Lettura esistenziale

“Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi” (Mc 1, 22). La gente si stupiva dell’insegnamento di Gesù come quando ci si imbatte in qualcosa di inaudito. Il motivo di questo stupore è che Gesù insegnava con autorità, a differenza degli scribi. In Lui Parola e vita coincidono. Talvolta anche noi assumiamo il comportamento degli scribi, accostando il Vangelo solo in modo speculativo. Ma la fede non consiste nel sapere delle cose, quanto piuttosto nel farle diventare vita. “Il mondo ha un disperato bisogno di maestri autorevoli. Ma noi chi ascoltiamo? Scegliamoli con cura i nostri maestri e con umiltà, camminando al passo di chi è andato più avanti. Da chi imparare? Da chi ci aiuta a crescere in sapienza e grazia, cioè nella capacità di stupore infinito. Dobbiamo scegliere chi dona ali” (Ermes Ronchi). I maestri veri non sono quelli che appesantiscono e imprigionano la mia vita, mettendo lacci e paletti, ma quelli che mi daranno ulteriori ali, che mi permetteranno di trasformarle, le pettineranno, le allungheranno, le faranno forti. Mi daranno la capacità di volare. Le due domande finali riportate nel Vangelo, sono molto belle e coinvolgenti: “Cosa c’entri con noi Gesù Nazareno?” Come a dire: cosa c’entri con la nostra vita quotidiana? Vuoi sapere se credi? Se questo ti cambia la vita. “Sei venuto a rovinarci?” La risposta è “sì!”: Gesù è venuto a rovinare le spade che diventano falci; è la rovina delle lance che diventano aratri, delle dure conchiglie che imprigionavano la perla. «Mia dolce rovina» (D. M. Turoldo), che rovini maschere e paure, e tutto ciò che rovina l’umano.