• 22 Febbraio 2024 5:05

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

La Sicilia sente tantissimo la festa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, tanto che in diversi luoghi dell’isola, oggi 8 dicembre, si svolgono processioni e deposizioni di fiori presso i vari monumenti dedicati alla Vergine Santa.

Devozione, quella alla Madonna che, i siciliani hanno da sempre. Nel 1665 Vescovi di Sicilia anticipando Pio IX che nel 1854 promulgò il dogma dell’Immacolata, diedero questo titolo alla Madre di Dio proclamandola patrona della Sicilia. La devozione verso la Madonna è talmente forte tanto che Pio XII proclamò l’Isola “Feudo di Maria”. Terminati i riti sacri ci si siede a tavola e come in tutte le feste che si rispettino, il protagonista è il cibo.

Ma in Sicilia cosa si mangia il giorno dell’Immacolata?

Nel palermitano il piatto tipico per eccellenza di questo periodo è lo “Sfinciuni”, nelle diverse varianti che lo caratterizzano. Dal famoso bianco di Bagheria che si caratterizza per la sua forma rotonda con il condimento o conse tipicamente a tre strati: il primo è costituito da una salsa di filetti di acciughe sciolte in olio tiepido; il secondo da uno strato di ricotta o tuma. Nella versione tradizionale) o primosale tagliato a fette e il terzo, infine, da uno strato di un impasto ottenuto con mollica fresca di pane triturata, condita con pecorino grattugiato, cipolla scalogna tagliata a rondelle già appassita con olio evo, sale, pepe, origano, il tutto impastato con olio di oliva.

Insieme allo Sfinciuni troviamo i cardi in pastella (“Carduna”) ed il Baccalà fritto con la “passolina”. In molte località sicule è anche diffusa la tradizione delle “Muffulette”, le focaccine nel cui impasto si mettono semi di finocchio, condite con ricotta e cacio a pezzettini.

Ma sono soprattutto i dolci a rendere unica la Festa dell’Immacolata in Sicilia. Immancabile nelle case dei siciliani la “Petrafennula”, probabilmente di origine araba è una sorta di torrone (avvolta in una carta colorata) a base di mandorle, miele, mandorle, bucce di arancia e di cedro. La “Mustazzola”, che si prepara anche per la Festa dei Morti, è un biscotto composto da farine di miele.

Dolce per eccellenza nel giorno dell’Immacolata è il “Cuccidatu”, il buccellato, che nel suo formato rappresenta simbolicamente la corona di stelle, “u stellariu” della Madonna. È preparato con pasta frolla con un ripieno di fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d’arancia. Un dolce che oggi vive una nuova stagione di notorietà, ma che ha una fortissima connotazione identitaria, infatti se i milanesi hanno il panettone e i veronesi il pandoro, i siciliani hanno i buccellati di cui, peraltro, esiste la popolare versione in biscotti.

La Festa dell’Immacolata apre quindi in Sicilia il lungo periodo delle feste natalizie contraddistinte dalla devozione e dalle ricche tradizioni culinarie che rendono unica questa terra.

Fede e cibo, un binomio indissolubile nella tradizione siciliana.