• 19 Maggio 2026 0:20

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

Martedì della VII settimana di Pasqua

Letture: At 20,17-27   Sal 67   Gv 17,1-11

«Padre, è giunta l’ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te» (Gv 17,1).

Gesu-8-300x186 L'ora della gloriaIl Vangelo odierno ci presenta la cosiddetta “preghiera sacerdotale” che Gesù rivolge al Padre nell’«Ora» del suo innalzamento e della sua glorificazione. Non a caso, Egli inizia la preghiera con queste parole. La glorificazione che Gesù chiede per Se stesso, quale Sommo Sacerdote, è l’ingresso nella piena obbedienza al Padre, un’obbedienza che lo conduce alla sua più piena condizione filiale.

Sono questa disponibilità e questa richiesta il primo atto del sacerdozio nuovo di Gesù che è un donarsi totalmente sulla croce, e proprio sulla croce Egli è glorificato, perché l’amore è la gloria vera, la gloria divina.

gesu-2-300x200 L'ora della gloriaIl secondo momento di questa preghiera è l’intercessione che Gesù fa per i discepoli che sono stati con Lui. Essi sono coloro dei quali Gesù può dire al Padre: «Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola» (Gv 17,6).

La Chiesa nasce dalla preghiera di Gesù. E questa preghiera non è soltanto parola: è l’atto in cui egli «consacra» Se stesso, cioè «si sacrifica» per la vita del mondo. Gesù prega perché i suoi discepoli siano una cosa sola. In forza di tale unità, ricevuta e custodita, la Chiesa può camminare «nel mondo» senza essere «del mondo» e vivere la missione affidatale perché il mondo creda nel Figlio e nel Padre che lo ha mandato. La Chiesa diventa allora il luogo in cui continua la missione stessa di Cristo: condurre il «mondo» fuori dall’alienazione dell’uomo da Dio e da Se stesso, fuori dal peccato, affinché ritorni ad essere il mondo di Dio.

Chiediamo al Signore che ci renda capaci di aprire la nostra preghiera alle dimensioni del mondo, non chiudendola nella richiesta di aiuto per i soli nostri problemi, ma ricordando davanti a Lui il nostro prossimo, apprendendo la bellezza di intercedere per gli altri.