• 17 Aprile 2024 21:50

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

L’ultimo saluto a Fra Vittorio. Il suo Testamento Spirituale

di FraPè – È uscita dalla Chiesa di Cristo Re di Augusta portata a spalla dai Frati Cappuccini la bara di legno grezzo che conteneva il corpo di Fra Vittorio Midolo martoriato dalla malattia. Sul quella bara fredda il calore della stola sacerdotale con cui il 39enne frate ha saputo conformarsi nella sofferenza a Cristo Povero e Crocifisso, la Parola di Dio che gli ha illuminato il cammino, la Regola di San Francesco e le costituzioni dei Frati Minori Cappuccini.

Il funerale  è stato presieduto dall’Arcivescovo di Siracusa Mons. Lo Manto, presenti diversi sacerdoti e frati francescani.

Nel suo Testamento spirituale che un suo confratello ha letto, Fra Vittorio ha ringraziato il Signore per ogni persona incontrata nella sua vita, a partire dalla sua famiglia di origine: “ Ogni passo è stato custodito dalla relazione con Dio e i fratelli… ogni volto è impresso nella mia mente e nel mio cuore, per ognuno di voi sono grato a Dio”.

fra-vittorio-midolo-300x300 L'ultimo saluto a Fra Vittorio. Il suo Testamento Spirituale“ La vita è un grande dono d’amore: amare ed essere amati sono le ali che innalzano l’uomo verso alti orizzonti. E se l’amore è totale e gratuito raggiunge l’amore divino…”

Nella mia esperienza, la sofferenza è stata risorsa e maestra, capace di farmi assaporare gli attimi di eternità che la vita ci regala… ho avuto tanti cirenei, ma il primo è stato il Signore”.

E infine un appello ai giovani che ha tanto amato ed è stato amato da loro: “ Riflettete sul valore della vita, dono prezioso che abbiamo il dovere di custodire… spesso viviamo come treni in corsa e non vediamo il mondo che ci circonda, la necessità del fratello… arrestiamo la corsa… solo quando il mio sguardo ha incrociato quello degli ultimi ho vissuto veramente momenti di beatitudine… che il frutto della mia vita possa essere accolto da quanto mi amate”.

Tra le lacrime il saluto del Ministro Provinciale dei Frati cappuccini della Provincia Fra Pietro Giaracca che ha evidenziato l’amore che la gente ha mostrato nei confronti del giovane frate sacerdote: “Custodiamo quanto Vittorio ci ha donato e rendiamo grazie a Dio per il dono della sua vita”.

Tutta  la famiglia francescana in maniera particolare i Frati Minori e Conventuali sono vicini con la preghiera ai confratelli Cappuccini e alla famiglia Midolo.

Noi frati preghiamo per l’anima di Fra Vittorio ma nello stesso tempo chiediamo a lui di pregare per ognuno di noi affinché possiamo seguire fedelmente il Signore per testimoniarlo tra la gente in maniera particolare tra gli ultimi e gli emarginati.

Di seguito il Testamento Spirituale di Fra Vittorio

fra-vittorio-cappuccino-300x273 L'ultimo saluto a Fra Vittorio. Il suo Testamento SpiritualeAl Dio Padre Autore della Vita, al Dio Figlio Luce che orienta i nostri passi, al Dio Spirito Santo Soffio Vitale, sia Lode e Gloria nei secoli.

Io frate Vittorio, sacerdote, consegno queste mie parole a quanti, Fratelli e Sorelle, il Signore mi ha concesso di incontrare nella vita.
Il cammino dell’uomo è fatto di molti passi e ogni passo è custodito dalla Relazione con Dio e con i Fratelli. Sono molti i volti che ho incontrato lungo il mio cammino terreno e ogni volto è impresso nella mia mente e nel mio cuore, e per ognuno di voi sono grato a Dio per l’esperienza compiuta.
La Vita è una grande storia d’Amore, amare ed essere amati sono le due ali che innalzano l’uomo verso alti orizzonti, se questo amore è totale e gratuito l’Uomo raggiunge l’Orizzonte Divino.
Quante volte ho fatto esperienza di questo Amore, ricevuto e donato:
l’Amore Materno di chi genera e accorda il suo respiro con la sua Creatura;
l’Amore Paterno di chi sostiene e dà vigore nelle intemperie della Vita;
l’Amore Fraterno e Amicale che riscalda il cuore e che talvolta ti affianca nel sostenere il peso della croce.
Non di rado il peccato ha segnato negativamente la relazione d’Amore con i Fratelli che il Signore mi ha donato: quante volto i miei occhi non hanno saputo accogliere l’Altro desideroso di Perdono, quante volte il mio cuore orgoglioso è stato incapace di chiederlo il Perdono, quante volte la mia lingua come spada affilata, ha ferito il Fratello inerme.
Sono tante le mancanze di cui devo render conto a Dio e ai Fratelli. Sembra quasi che quando un uomo muoia, muoiano con lui anche i suoi limiti, sembra rispettoso o quasi doveroso parlar bene di chi è tornato alla Casa del Padre, forse lo si fa per alleviare il dolore e la sofferenza tuttavia con schiettezza e serenità vi dico: sono peccatore! E ve ne chiedo perdono; “Il mio peccato mi sta sempre dinanzi” (Salmo 50). Ma non mi scoraggio perché a fianco a me c’è Colui il quale il peccato l’ha vinto, il Cristo che donando la Sua Vita per me, mi ha salvato
Dio Autore e Fonte di ogni vocazione mi ha chiamato a vivere e a fare esperienza nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, domandomi Fratelli da custodire e amare. La sfida di vivere con chi non hai scelto, ma che ti è stato posto accanto, è difficile ma, vi assicuro, un’avventura esaltante, perché esaltante è rispondere in maniera totale al Progetto che Dio ha per Ciascuno di noi. E in questa grande avventura che è la vita, la sofferenza ne è parte integrante. Nella mia esperienza la Sofferenza è stata risorsa e maestra, e mi ha reso capace di assaporare gli attimi di eternità che la vita regala.
Sono tanti “i cirenei” che mi hanno aiutato a sostenere il peso della sofferenza, ma il primo cireneo è stato il Signore che mi ha concesso di non perdere mai la speranza e il sorriso che porto scolpito sul volto.
La mia anima possa trovare grazia al cospetto di Dio, le vostre preghiere ed il vostro affetto possano intercedere presso il Padre, e da parte mia vi assicuro le mie preghiere e la mia intercessione, in questa unica grande famiglia che è la Chiesa di Cristo, Chiesa terrena e Chiesa celeste.
Riflettete, fratelli miei, sul valore della vita, di questo dono prezioso che abbiamo il dovere di custodire. Come treni in corsa, talvolta, non vediamo il mondo che ci circonda, siamo ciechi dinanzi alle necessità del fratello: arrestiamo la nostra corsa e consideriamo ciò che nella vita ha veramente valore.
Solo quando il mio sguardo si è incrociato con gli Ultimi ho vissuto realmente momenti di Beatitudine.
Che il Signore possa rasserenare i vostri cuori, consolare il vostro dolore, con la certezza che “se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24); che il frutto della mia vita possa essere raccolto da quanti mi amate.
Su tutti voi scenda copiosa la Benedizione del Signore.
A lode e gloria della Santissima Trinità. Amen
Fra’ Vittorio Midolo”