• 15 Aprile 2024 11:50

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Feria propria del 18 dicembre

 Letture: Ger 23,5-8; Sal 71; Mt 1,18-24

Riflessione biblica

“Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa” (Mt 1,18-24). Pagina forte, essenziale per la vita spirituale: non sempre siamo in grado di comprendere il mistero di Dio, ma è sempre possibile obbedire ad esso. Indicazione preziosa, che ci fa comprendere il ruolo di Giuseppe nella storia della salvezza: egli è giusto, perché obbedisce e compie il progetto di Dio. I suoi problemi personali nella relazione con Maria passano in secondo piano rispetto al progetto di Dio: egli cercò la via giusta per “discernere la volontà di Dio, ciò che era buono, a lui gradito e perfetto” (Rom 12,2). Discernere: è mettersi in sintonia con Dio, valutare con sapienza, per mezzo dello Spirito Santo, le circostanze della vita. Il discernimento, infatti, ci fa capire se una certa idea, ispirazione, ci spinga ad agire secondo Dio oppure mira solo alla realizzazione del nostro io. Per Giuseppe, “essere giusti” è comprendere a fondo la missione che Dio ci affida nella vita. Il suo riflettere, in silenzio e con il cuore attento, lo pose in sintonia con Dio e nel “sogno” Dio lo illuminò e lo “fece padre di Gesù”. Uomo del silenzio, Giuseppe riflette, non dice parola. Uomo di fede, non guardò al proprio essere “giusto”, andò al di là della legge ed agì secondo la volontà superiore di Dio, progetto di amore per la salvezza di tutti gli uomini. Il cammino di fede di Giuseppe è per noi uno splendido esempio di profonda spiritualità: avere un giusto discernimento secondo lo Spirito, lasciarci plasmare dalla volontà di Dio, contemplarla nel silenzio interiore, obbedire alla sua voce in noi, in modo da “offrire un sacrificio vivente, santo e a lui gradito” (Rom 12,1). Ascoltare la voce dello Spirito Santo richiede il silenzio del cuore: far tacere i nostri pensieri, i nostri desideri, interessi, passioni e richiede un continuo rinnovamento interiore e obbedienza, un ascolto attento di fede, che si sottomette alla volontà di Dio.

Lettura esistenziale

“Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto” (Mt 1, 18s).
Giuseppe è insoddisfatto della decisione presa. Si dibatte dentro un conflitto emotivo e spirituale: da un lato l’obbligo di denuncia e dall’altro la protezione della donna amata.
A metà strada tra l’amore per la legge di Mosè: toglierai di mezzo a te il peccatore (cf Dt 22,22), e l’amore per la ragazza di Nazaret.
E accade un secondo imprevisto, bello e sorprendente. Giuseppe ha un sogno, in cui il volto di Maria si mescola a quello degli angeli. Prima decide, poi arriva da Dio un sogno, arriva solo dopo, senza esimerlo dalla fatica e dalla libertà: “Non temere di prendere con te Maria” (v. 20).
Tu vuoi già prenderla con te, solo che hai paura. Non temere di amarla, Giuseppe, chi ama non sbaglia. Dio non interviene a risolvere i problemi con una bacchetta magica, non ci salva dai conflitti ma è con noi dentro i problemi, e opera in sinergia con la nostra capacità di immaginare e di ipotizzare soluzioni nuove.
È l’arte divina dell’accompagnamento, che cammina al passo con noi, verso l’unica risposta possibile: proteggere delle vite con la propria vita.
Da chi ha imparato Gesù a ribaltare la legge antica, a mettere la persona prima delle regole, se non ascoltando da Giuseppe il racconto di come si sono conosciuti con Maria, di come è stato il loro fidanzamento e poi il matrimonio, ai figli piace sentire queste storie. Da chi ha capito il piccolo Gesù che l’amore viene prima di tutto, che è sempre un po’ fuorilegge? Maria e Giuseppe, poveri di tutto, ma Dio non ha voluto che fossero poveri d’amore, perché sarebbero stati poveri di Lui