• 21 Aprile 2024 0:29

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Giuseppe Maggiore

III domenica di Avvento

I Lettura; Is 61,1-2.10-11; Salmo (Lc 1); II Lettura 1Ts 5,16-24; Vangelo Gv 1,6-8.19-28

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa»….

Giovanni è un personaggio scomodo, una spina nel fianco, uno che denuncia uno stile di vita che apparentemente sembra essere religioso ma non ha nulla a che fare con Dio. Ed ecco una commissione di inchiesta istituzionale e clericale, scesa non per capire o mettersi in discussione, ma per affermare il loro potere e ribadire il primato del sacerdozio su quel libero profeta, non allineato, senza autorizzazione. Eppure Giovanni poteva diventare sacerdote perché di nascita era un levita, apparteneva alla casta sacerdotale maschile, ereditaria e autoreferenziale, che era di suo padre Zaccaria. Preferisce essere “voce” ed anche assordante oltre ad essere una voce scomoda, come tante voci scomode del nostro tempo che si cerca di emarginare, infangare, distruggere.

Giovanni è un testimone coraggioso della “Luce”. All’interrogatorio delle autorità religiose il Battiste dice chi non è. Non sfoggia titoli, non si appropria ne delle ide, ne delle iniziative di altri per apparire il primo della classe, non si appropria di ruoli che non gli appartengono… sa stare al proprio posto: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa» e ancora «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».

Forse il problema sta proprio nella non conoscenza di Colui che Giovanni sta preparando il cammino. Possiamo fare i maestri di spiritualità commentare e inviare a tutto il mondo la meditazione della Parola, fare i leader nei vari gruppi o associazioni ecclesiale, predicare e fare catechesi, fare volontariato… ma conosciamo davvero il Signore? Stiamo preparando davvero una strada che porta a lui o per sodisfare i nostri bisogni, riempire i nostri vuoti?

Giovanni ci insegna ad essere liberi e soprattutto ad essere veri. Magari non sarai popolare, magari sarai antipatico a molti… anche Giovanni lo era.

Mi chiedo, quanti Natali abbiamo vissuto, cosa è cambiato nella nostra vita? Gesù è venuto nella storia e oggi chiede di nascere nel nostro cuore, sei pronto ad accoglierlo nel fratello o nella sorella che incontri nel cammino della vita?

Il Signore squarcia i cieli, noi siamo capaci di squarciare il nostro cuore per far entrare la Parola e generarla, per far entrare l’altro che come Maria e Giuseppe cerca ospitalità… o magari un sorriso?

Non abbiate paura, siate voce di chi non ha voce, “non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male”.Che il Signore ci dia la grazia di essere portatori di Luce e di gioia.

Buona domenica!